Vede una strana creatura galleggiare in acqua: quando si avvicina resta senza parole

Una donna ha visto una strana creatura galleggiare nell’acqua di un lago: avvicinandosi si è resa conto che si trattava di un vombato, un marsupiale australiano.

donna vede una creatura galleggiare in acqua
Una donna ha salvato un vombato bloccato in acqua (Screenshot video Facebook – Wombat Rescue – news.cani.it)

A Canberra, capitale dell’Australia, è mattina presto. Una donna è appena uscita con il suo kayak, pronta a fare un’escursione al lago di Coombs Pond. Pochi metri dopo, però, la sua gita viene interrotta improvvisamente. Vedendo qualcosa di insolito galleggiare sulla superficie dell’acqua, la donna capisce che deve assolutamente intervenire. Davanti ai suoi occhi si trova infatti un esemplare di vombato, un marsupiale australiano, in grave difficoltà.

Il salvataggio del vombato: il marsupiale non riusciva più a galleggiare nell’acqua del lago

Il salvataggio del quattro zampe è testimoniato da un video condiviso sulla pagina Facebook di un’organizzazione non profit statunitense, la Wombat Rescue (account social @Wombat Rescue).

la creatura vista galleggiare in acqua è un vombato
Il vombato salvato dopo essere rimasto bloccato nel lago (Screenshot video Facebook – Wombat Rescue – news.cani.it)

L’organizzazione Wombat Rescue, situata a Canberra, nel territorio della Capitale Australiana, ha, come si legge sul profilo Facebook, la “missione di proteggere, sostenere e salvare i vombati attraverso l’educazione, l’advocacy e i servizi sul campo“. I vombati appartengono alla famiglia dei Vombatidi (nome scientifico di Vombatidae Burnett, secondo la classificazione tassonomica del 1829). Questi marsupiali australiani sono quadrupedi dalle zampe e dalla coda corte, dalle piccole orecchie e dal muso grande. Nonostante siano capaci di nuotare, questi animali non amano l’acqua e cercano di non rimanere bagnati troppo a lungo.

la creatura vista galleggiare in acqua è un vombato
Il vombato salvato dalla donna (Screenshot video Facebook – Wombat Rescue – news.cani.it)

Vedere un vombato al centro del lago ha quindi sorpreso molto la cittadina australiana. La donna si è avvicinata con il kayak e, con l’aiuto del remo, ha riportato il marsupiale a riva. Ha quindi contattato lo staff del centro di recupero, che è giunto sul posto. Yolandi Vermaak, presidente e fondatore di Wombat Rescue, ha scritto in un post su Facebook: “Oggi è avvenuto un salvataggio molto insolito e se non fosse stato per l’intervento della donna, questo vombato sarebbe annegato“. Il povero marsupiale, infatti, aveva “ingoiato molta acqua ed era assolutamente esausto. I vombati sanno nuotare ma solo per brevi distanze e solo se è necessario. Troppo tempo nell’acqua li renderà stanchi fino a farli annegare“.

Dopo essere stato portato presso la clinica veterinaria, il vombato è rimasto ricoverato per diverse settimane. Il presidente Vermaak ha raccontato che “I primi giorni sono stati difficili perché era molto malato, molto stanco e dormiva. Non mangiava né beveva nulla, ma c’era da aspettarselo. Pochi giorni dopo è stato trasferito da uno dei nostri assistenti, dove aveva un recinto più grande ma ancora piccolo dove potevamo lasciarlo camminare un po’ ma non troppo, in modo da non sovraccaricare i suoi polmoni. Si è adattato molto bene qui. Ha stimoli mentali, cose con cui giocare“.

Non sono chiare le ragioni per cui il vombato fosse finito nel lago. L’ipotesi più plausibile, avanzata dal rifugio, è che il marsupiale stesse scappando da qualche predatore e avesse cercato nel bacino d’acqua una via di fuga. Non appena il povero animaletto si sarà ristabilito potrà essere liberato in natura. Questa specie di marsupiali, erbivori che si nutrono di foglie e arbusti, graminacee, carici, erbe, corteccia e radici, abita le foreste, le montagne e le lande dell’Australia sud-orientale e della Tasmania. Nonostante siano animali notturni, i vombati escono dalle loro tane in cerca di cibo anche nelle giornate fredde o nuvolose. Sono in grado di scavare complessi sistemi di gallerie, utilizzando gli incisivi superiori. (di Elisabetta Guglielmi)

Gestione cookie